CHIARETTO ... la storia - CantineScolari ITA

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CHIARETTO ... la storia

CENNI STORICI

VINI DAL 1929

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CENNI STORICI SUL CHIARETTO

Per tradizione i primi ed i più bei grappoli della vendemmia del Garda Classico sono destinati alla produzione del Chiaretto. La tecnica di vinificazione, intuita in tempi remoti ed una prima volta codificata dal Senatore veneziano Pompeo Molmenti, abituale frequentatore di Moniga del Garda, ha ricevuto una precisa normativa nel 1962 dal Consorzio Tutela Vini Bresciani a D.o.c. Bisogna ricordare che questo vino è fra i primi in Italia ad aver ottenuto il 21 Luglio 1967 il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata. Per caratterizzare il Chiaretto è indispensabile un parziale contatto del mosto con le vinacce perché da queste possa estrarre il colore ed alcune sostanze fondamentali. Se il tempo di contatto è troppo breve, il vino è scialbo, incompleto, di colore non ben definito. Se si eccede, anche per poco, il vino diventa un mezzo rosso impersonale, troppo vinoso, senza particolari caratteristiche.
Si capisce quindi che l'uomo debba saper cogliere "l'attimo fuggente" per separare il mosto dalle bucce: di anno in anno questo varia in funzione dell'andamento stagionale e quindi del grado di maturazione e sanità delle uve stesse. ]n pochi altri processi produttivi come in questo è fondamentale la sensibilità dell'uomo che deve applicare la tecnologia come arte: solo un'antica tradizione ha consentito di svilupparla nel tempo, senza di essa gli apporti tecnici seguenti, pur raffinati e moderni, non raggiungerebbero lo scopo. Le moderne tecniche di vinificazione ed in particolare un accurato uso del controllo della temperature nel corso della fermentazione, consentono di esaltare i profumi intensi e particolari tra i quali prevale un fresco fruttato. A conferire a questo vino il particolare vellutato che si avverte nella "prima bocca', è sicuramente il generoso grado alcolico (favorito dalla scelta delle uve migliori e dalla tecnica di vinificazione), mentre ben si sposa il leggero sentore di mandorlo amaro con il sapido a "fine bocca" dovuto ad una presenza di sali che solo in questa zona il terreno è in grado di cedere alla vite ed all'uva. Dall'equilibrio di tutte le componenti, la vasta gamma di profumi i sapori compositi e raffinati, scaturisce la tipologia di questo vino rosato dalla personalità inconfondibile.
Le caratteristiche del Chiaretto si esprimono al meglio nel corso del primo anno successivo alla vendemmia, in particolare modo dalla fine di febbraio al termine dell'estate. A Questo vino si addice la temperatura di servizio abbastanza bassa 10-13 gradi che ben si accorda con il periodo estivo. E' un vino da tutto pasto, si accompagna senza problemi ad ogni pietanza esaltandosi con antipasti, carni bianche non impegnative, pesce di mare ed ovviamente - per antica tradizione - di lago.

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